Vezzano.net: blogSalamacchine
dom 22 marzo 2009 - Autore : gamba
Dato che si parla di tanto ma non di contenuti, provocatoriamente vi pubblico questo mia breve relazione sui problemi del commercio; spero che almeno qualche candidato sindaco ne faccia un copia incolla nel proprio programma, se non ha idee migliori.
PICCOLO COMMERCIO E MEDIA E GRANDE DISTRIBUZIONE
E’ il punto maggiormente in evidenza, e la richiesta delle associazioni di commercianti è quella di fermare i prossimi progetti di strutture medie e grandi (ipermercati); visto che già ora la provincia è dotata di strutture medie e grandi più che sufficienti a soddisfare la domanda, dato che sono sparse in modo omogeneo sul territorio, la richiesta è senza dubbio legittima, ma non solo per la salvaguardia dei piccoli esercizi commerciali, ma anche per quella dei centri storici delle nostre città e dei nostri paesi, dove l’esistenza dei piccoli negozi fa anche parte della vita sociale; in merito a questo sarebbe opportuno anche emanare leggi regionali che consentano anche una diversa strutturazione dei mercati, dato che oggi non è possibile distribuire tematicamente i posti, e così si finisce per avere prevalentemente banchi di abbigliamento, quando la differenziazione dei prodotti in vendita sarebbe più che mai necessaria.
In merito alla limitazione di nuove strutture di media e grande distribuzione un passo fondamentale è quello di accogliere nel merito le osservazioni al Ptcp nel merito.

INTERVENTI CON FINANZIAMENTI PUBBLICI
Nel campo degli interventi la legge dei cosiddetti Centri Commerciali Naturali è molto importante, visto che consente interventi sia per gli investimenti dei commercianti che dei comuni sui centri storici di paesi e quartieri, ma i fondi a disposizione non sono sufficienti ed occorre soprattutto organizzare i commercianti dei vari centri, attività che occorre impegno e conoscenza dei problemi locali e delle necessità; in questo campo occorre attivarsi in provincia per riuscire ad aumentare i fondi a disposizione e nei comuni per fare attivare gli assessorati al commercio.
Questo tipo di intervento si rende necessario quando i centri storici sono oggetto di varianti importanti per quanto riguarda la mobilità, come circonvallazioni che deviano il traffico fuori dai centri abitati, in quanto possono influenzare notevolmente il settore.

CONSIDERAZIONI VARIE
Occorre considerare che nel suo insieme il piccolo commercio garantisce la presenza di servizi anche nei piccoli centri abitati, e con la sua presenza mantiene viva la vita dei centri storici; il suo maggiore punto debole è che non può garantire nella maggior parte dei casi i prezzi che pratica la grande distribuzione, per i mercati e gli ambulanti in genere il caso e diverso; va anche tenuto conto che la presenza di esercizi commerciali nelle immediate vicinanze limita la mobilità, evitando spostamenti in auto per fare spese e quindi limitando traffico ed inquinamento; quanto alla qualità del prodotto può essere un altro elemento da considerare, visto anche dal punto di vista dell’offerta turistica, dato che il settore in determinate zone della provincia, come montagna ed aree matildiche, dovrebbe esserne anche parte integrante, ma non tutti gli addetti del settore sono all’altezza della situazione ed un progetto di riqualificazione, tra l’altro inseribile anche nelle domande dei Centri Commerciali Naturali, sarebbe più che mai necessario.
Dal punto di vista occupazionale il piccolo commercio crea senz’altro maggiore occupazione delle strutture medie e grandi, crea minore mobilità dei lavoratori, in quanto nella maggioranza dei casi si tratta di residenti nelle immediate vicinanze dell’esercizio, ed anche in fatto di fedeltà si tratta di occupati quasi sempre stabili nella stessa azienda; il lato negativo potrebbe essere la scarsa sindacalizzazione dei dipendenti del settore, ma se escludiamo la coop questo avviene anche nella media e grande distribuzione, e quindi può essere reputato più argomento di riflessione che di critica, e va sottolineato che gran parte degli addetti nel piccolo commercio sono titolari, soci o collaboratori familiari dell’impresa, quindi attività non di lavoro dipendente.
Questo può essere motivo di altra riflessione, cioè degli ammortizzatori sociali per commercianti ed artigiani, ma su questo tratteremo più avanti.
gio 18 dicembre 2008 - Autore : gamba
Cari cittadini vezzanesi, ho pensato di allegarvi questo piccolo intervento da me preparato sulla variante di Puianello; tutto ciò per ricordarvi che non è tutto oro ciò che luccica e che prima di fare un progetto bisogna riflettere sul dove si fa; per gli scettici o chi vuole essere più informato metto a disposizione i tre faldoni di documentazione in mio possesso sull'argomento.

VARIANTE ALLA STATALE – SOSTENIAMO IL PROGETTO PUIANELLO-CANALI APPROVATO DALLA PROVINCIA DIECI ANNI FA

In un volantino firmato impropriamente Amministrazione Comunale, nei giorni scorsi la maggioranza PD che governa il Comune di Quattro Castella ha attaccato in modo scorretto chi ha il coraggio di criticare il progetto della variante Forche alla Statale 63.
Quando si parla di variante alla Statale 63 e si dice che l’attuale progetto è largamente condiviso dai puianellesi bisognerebbe essere più corretti; i puianellesi infatti hanno condiviso largamente il progetto approvato dalla Provincia 10 anni fa, quello della variante Puianello-Canali; quasi tutti i puianellesi approvavano la proposta di Rifondazione di realizzare la prima parte della variante sulla sponda del Crostolo opposta a Puianello invece che a ridosso del centro abitato come la si sta ora costruendo seppure con le mitigazioni ottenute grazie all’impegno profuso da noi e da alcuni volonterosi cittadini.
Ora, con un progetto fotocopia di quello proposto sempre 10 anni fa dal Comune di Albinea, si propone di passare lungo la vallata sotto alle Forche, devastando un’area degna di entrare invece nel parco del Crostolo, e dato che chi governa questo Comune vuole fare credere che questa sia l’unica soluzione possibile accusa chiunque non concordi con questo tracciato di essere contrario a qualsiasi variante; queste accuse sono state lanciate anche contro Rifondazione in Agosto, sempre nella logica del “o con noi o traditore”.
E’ quindi paradossale che chi, come Rifondazione, difende il progetto approvato a larga maggioranza dalla Provincia dieci anni fa venga accusato di non volere una nuova strada da chi, in alternativa, è arrivato a progettare una vera e propria soluzione “pezza” tentando di giustificarla come unico tracciato realizzabile, quando lavorando seriamente sulla Puianello-Canali si sarebbero ottenuti risultati molto più apprezzabili.
Ma la Puianello-Canali rimane sul Ptcp come strada di interesse regionale, mentre la variante Forche è indicata come strada intercomunale; chiederemo quindi con una osservazione alla Provincia la cancellazione della variante Forche e la destinazione delle risorse disponibili alla realizzazione della prima tratta della Puianello-Canali, che rimane l’unico strumento possibile per creare una viabilità decente ed anche un tratto consistente della nuova pedemontana, risparmiando così milioni di euro nelle opere future che saranno necessarie anche per quest’ultima strada; va difatti ricordato che se la Puianello-Canali costa di più come realizzazione in realtà prevede anche la costruzione del ponte sul Crostolo necessario anche per la nuova pedemontana ed un tratto comune, statale e pedemontana, di circa un chilometro, tra l’altro a fianco della zona industriale di Albinea, con la possibilità di servire direttamente le attività produttive.
Sul retro del volantino potete osservare la piantina del Ptcp con riportato i due progetti, in modo che possiate rendervi conto della reale importanza e consistenza di uno e dell’altro. (questo era un riferimento ad un volantino, la mappa non riesco ad allegarla al blog, chi la vuole mi scriva che gliela faccio avere).



sab 05 aprile 2008 - Autore : gamba
Per chi ancora non lo sa, domenica 6 Aprile al Castello del Bianello l'Associazione il Quinto Colle presenta la cartina dei sentieri di Quattro Castella.
Si tratta di un'opera cartografica corredata da un libretto dove vengono illustrati i vari percorsi, con tutto ciò che si trova lungo il cammino.
Durante il pomeriggio, a partire dalle 14, sarà possibile visitare il castello del Bianello gratuitamente accompagnati da guide dell'associazione; alle ore 16,30 alla Corte degli Ulivi ci sarà la presentazione ufficiale della cartina dei sentieri, che da lunedì troverete in edicola al prezzo di 3 euro.
Il Quinto Colle con quest'opera continua la lunga opera di apertura e riscoperta dei sentieri di Quattro Castella, partita quattro anni fa con la lotta per la riapertura della strada del Cerro e di altri sentieri del territorio; nell'impostazione grafica di cartina e libretto c'è il fondamentale apporto di un Vezzanese, Marco Violi di Graphicamente.
Il tutto è autofinanziato con sponsorizzazioni e per questo siamo riusciti a mantenere un costo di copertina, 3 euro, assolutamente accessibile a tutti; non un euro di denaro pubblico è stato richiesto per la pubblicazione.
Vi attendiamo numerosi. Ciao
dom 08 aprile 2007 - Autore : gamba
Appuntamento da non perdere giovedì 12 Aprile alle 21 al Cinema/teatro Eden di Puianello in occasione di VENTIEVENTI (vent'anni di cooperativa Eden).
La compagnia IL CALANDRINO di Parma presenta due atti unici di Jules Renard, IL PIACERE DI DIRSI ADDIO ed IL PANE DI CASA.
E' raro che dalle nostre parti si passi dalla commedia dialettale alla prosa, e questa è un'occasione da non perdere (oltretutto ad ingresso libero).
I due atti unici, scritti nel 1897 e nel 1898, definiti due frammenti di un discorso amoroso di un autore a metà tra il serio e l'ironico.
Tenetevi pronti anche per la settimana dopo per la nuova commedia di QUI'D PUIANELL; contenuti prossimamente.
Un saluto a tutti e Buona Pasqua.
sab 03 marzo 2007 - Autore : gamba
Cominciamo da questo articolo ad entrare nel programma di VENTIEVENTI al Cinema Eden di Puianello, e parliamo di due eventi cinematografici ed uno videomusicale.
Oltre alla tradizionale programmazione ed alla rassegna del martedì e giovedì, è ovvio che in questa occasione non poteva mancare qualche film storico, quindi già da lunedì 5 Marzo, alle ore 21,00, si parte con un film di Martin Scorsese, novello Oscar, sconosciuto ai più ma pietra migliare della sua carriera cinematografica:
AMERICA 1929: STERMINATELI SENZA PIETA'.
Tratto dalla testimonianza di Boxcar Bertha Thompson, "sorella della strada", sugli anni della depressione.
Storie di emarginazione, repressione padronale, sindacalisti eroici, rapine contro le compagnie ferroviarie, bari, prostitute e barboni. Da non perdere
Il 12 Marzo, sempre alla stessa ora JOE HILL, film sulla storia del famoso sindacalista anarchico di origini svedesi pioniere della lotta sindacale negli USA dei primi anni del 900; famosa la canzone di Joan Baez colonna sonora del film.
Per entrambi i film l'ingresso è gratuito e si ringrazia il generoso apporto e collaborazione dell'Associazione Culturale Ricerche e Studi Libertari di Cavriago.
Per terminare questa prima tranche di VENTIEVENTI segnaliamo per Sabato 10 alle ore 15,30 la videoproiezione PROGETTO BRASILE: immagini, musica e karate per un impegno umanitario; MATTEO GIORGIONI al piano con la partecipazione di NOCI VELOCI, NAKAYAMA BAND E TOSI RENATA. Ingresso ad offerta libera devoluta a PROGETTO BRASILE.

Non c'è male vero?
ven 16 febbraio 2007 - Autore : gamba
VENTIEVENTI è un gioco di parole dal significato molto semplice, cioè che quest'anno la cooperativa Eden compie vent'anni e per festeggiarli offre agli spettatori venti eventi culturali. Lunedì 19 Febbraio al Cinema Eden di Puianello faremo la serata di presentazione, con tanto di proiezione di Blow up di Antonioni, presentazione mostra e presentazione delle iniziative da Febbraio a Giugno già in calendario e di quelle che metteremo in calendario da Settembre.
La cooperativa Eden è proprietaria e gestore del cinema Eden di Puianello; l'intera attività della sala è basata sul volontariato dei soci.
Per saperne di più non mancate all'appuntamento di lunedì... A che ora? Che domanda, alle 20,20.
Per chi non ci sarà pubblicherò il programma la prossima settimana.

Ciao
mar 07 marzo 2006 - Autore : gamba
Tra i tanti artisti italiani che meritano un riconoscimento nella nostra storia non possiamo non citare Giorgio Gaber.
Artista su tutti i fronti, dalla musica al teatro al cinema, artista d’opinione con i suoi spettacoli dove il vivere quotidiano, la politica, i vizi, i pregi ed i difetti degli italiani svettavano e ci facevano ridere, sorridere e soprattutto pensare, soprattutto su come siamo.
Qualcuno l’ha etichettato come qualunquista, qualcuno come uomo di sinistra, qualcuno come como di destra, qualcun altro l’ha apostrofato per le scelte politiche della moglie, poi quando è morto… lasciamo perdere, un artista va apprezzato tanto in vita quanto in morte, ma più di tutto dobbiamo ricordarci che era… Giorgio Gaber.
Purtroppo non potremo vederlo più in persona, con quella scelta di spettacolo a contatto con il pubblico, con le sue canzoni, i monologhi, ma possiamo ricordarlo e noi del cinema Eden abbiamo pensato ad una mostra, ad un filmato e ad uno spettacolo.
La mostra e il filmato sono stati preparati dall’Associazione Culturale Giorgio Gaber in collaborazione con la Rai ed amici, collaboratori e parenti di Gaber; fotografie, interviste, recensioni, testi di canzoni e monologhi, copertine di dischi, locandine teatrali, ed un film che ripercorre la vita artistica di Gaber dal 1959 alle ultime riprese video.
Si parte giovedì 16 Marzo alle ore 20,30 con la mostra, poi alle 21,30 si continua con il filmato, e giovedì 23 Marzo si termina con lo spettacolo della compagnia TEATROMUSICA “Passeggiando con il Signor G”.
Può essere un modo come un altro per vivere meglio questo Marzo preelettorale; non dimentichiamoci infatti che Gaber è una figura contesa e contestata da destra e sinistra, ma dobbiamo rispondere che, per fortuna, è sempre rimasto il signor G, libero da condizionamenti di qualsiasi sorta.
Vi aspetto, anzi vi dico che il 16 l’ingresso è gratuito, il 23 a pagamento (dobbiamo recuperare un po’ di spese).
Un saluto a tutti quanti.

lun 05 dicembre 2005 - Autore : gamba
Robespierre si sveglia la mattina dopo l’esecuzione di Danton. Il volto sudato, coperto da un fazzoletto durante il sonno madido di sudore, lo stesso sguardo angosciato visto nella prima scena del film; si alza e si appresta a prepararsi per uscire di casa ed andare al Comitato di salute pubblica; mentre si mette la parrucca e si incipria entra la governante con il figlio, che nella prima scena del film veniva punito per non avere imparato gli articoli fondamentali della costituzione repubblicana; ora li recita a memoria e scorrono sullo sfondo della scena, e per chi ha visto il film (il processo farsa e la condanna a morte di Danton) assumendo due diversi valori, il primo quello universale dei diritti sociali e dell’uomo, il secondo di quanto sia facile, in nome del potere, della propria cattiva coscienza o dell’opportunità calpestarli.
Non male l’ultima scena del film “Danton” di Wajda, vero! Per me è impressionante, il film l’ho visto almeno vent’anni ed ogni volta che mi devo misurare con le mie idee, i fatti e fare delle scelte lo rispolvero; qualche volta mi è servito, soprattutto per ragionare e saper dare anche risposte scomode.
Sulla vicenda della Comunità La Tregua di Montalto ho avuto occasione di dibattere con Pagnozzi un paio di anni fa sulla Gazzetta di Reggio; per la verità si è trattato di un dibattito monco, in primo luogo perché la mia lettera fu pubblicata con un ritardo di venti giorni, con gli eventi in fase di evoluzione, e soprattutto con tagli sostanziali che ne stravolgevano parte del contenuto, mentre la lettera di Pagnozzi fu pubblicata il giorno dopo la mia, probabilmente integra, con toni certamente poco concilianti; la mia controreplica, contenente alcune precisazioni e chiarimenti che ritenevo dovuti, sia per i tagli subiti che per talune cose scritte dal Sindaco che non erano condivisibili o inesatte, non è mai stata pubblicata sebbene la Gazzetta di Reggio la abbia ricevuta ben due volte; attendo comunque fiducioso, magari dopo due anni la pubblicheranno spacciandola per qualcosa dell’altro giorno, oppure l’hanno usata per mettere in pari le gambe di una scrivania traballante (propendo per questa seconda ipotesi).
Non tornerò quindi sul contenuto della polemica come la sistematica cementificazione di parte di un altopiano di una rara bellezza come Montalto, voglio però ricordare che nel frattempo sono successe altre cose in quei luoghi che avrebbero meritato altrettanta attenzione del caso della Comunità, come la chiusura della latteria, la sagra del 2005 saltata, le frane e così via; forse la progressiva spoliazione di attività economiche e ricreative, lo stato dell’ambiente dovrebbe essere serio motivo di riflessione, forse non interessa a nessuno, salvo ai cittadini di Montalto ed a qualche intellettuale, un po’ come le strade ed i sentieri pubblici, chi ha un certo peso può chiuderli quando gli pare in barba ai diritti dei cittadini.
Queste sono cose meno evidenti, e probabilmente faccio male ad inserirle in quest’articolo, anche se è sempre utile ricordare che esistono problemi per Montalto anche più gravi della presenza della Comunità La Tregua.
E’ vero che in questi 17 anni di convivenza tra cittadini ed ospiti della comunità non tutto è andato bene, e che ci sono stati errori nella gestione della struttura, è vero che non si è sempre monitorato, e tutto questo ha portato ad una situazione esasperante in alcuni periodi, ma è anche vero che la comunità si è data da fare in questi due anni per recuperare le mancanze; ora il problema è stabilire se si sono ripristinati livelli decenti di convivenza o se il solco scavato un paio d’anni fa è ancora profondo e tale da rendere ancora difficile una riconciliazione, e dico difficile ma non impossibile per un motivo; per quanto possano portare disagio nei confronti della comunità, per quanto possano essere arrabbiati, secondo me la maggior parte dei cittadini di Montalto sentono questa vicenda come una sconfitta e non credo che l’uscita dalla scena della comunità li farà sentire meglio.
Sanno che nella nostra società i tossicodipendenti, gli alcoolisti, le nuove dipendenze come videopoker e cose del genere sono in aumento e probabilmente sentono inadeguato tutto ciò che è accaduto a Montalto, e vorrebbero che le cose fossero andate diversamente, perché di strutture per aiutare gli affetti da queste patologie ne abbiamo veramente bisogno, purchè naturalmente ci sia l’impegno di farle funzionare bene.
Ora si parla di spostare e non spostare la struttura, modificandone il contenuto dell’attività in modo radicale anche concedendola di nuovo in uso alla Comunità Papa Giovanni XXIII; uno strano compromesso e probabilmente frutto di un accordo politico tale da dimostrare da una parte la volontà dell’amministrazione comunale di rispondere ai cittadini di Montalto ed a Provincia, Regione e Comunità con un colpo al cerchio ed uno alla botte, ma con il rischio di un pateracchio, e francamente non mi sembra la soluzione migliore, che invece sarebbe quella di fare un passo indietro tutti quanti, respirare profondamente e ricominciare a pensare.
In questo paese non c’è bisogno di cattivi maestri.
lun 18 aprile 2005 - Autore : gamba
Quando in un articolo di Vezzano.net è stato ipotizzato una sorta di tavolo-dibattito sulla politica ed i cittadini, mi sono subito posto il problema di come rispondere, e dopo qualche riflessione mi sono detto “perché non utilizzare il mio blog e fare qualche capitolo?”; dopo di che mi sono detto che non è possibile parlare seriamente di questo argomento se non estraniandosi più che si può dalla situazione locale, non senza però trarne spunti ed aneddoti interessanti e che possono diventare spunto per riflessioni.
Per questo tenterò un’operazione non facile, avvertendovi fin da ora che per me è inevitabile inserire qualche spunto ironico, e sperando di risparmiarvi il più possibile la retorica.
Perciò nelle prossime settimane SALA MACCHINE si trasformerà in una serie di articoli interattivi dove io butterò di volta in volta un argomento, e chi vorrà potrà criticare, aggiungere proprie opinioni, trarre qualche riflessione e chi più ne ha più ne metta.
L’obbiettivo finale è di sapere non solo perché i consigli comunali, provinciali ecc. pur essendo aperti al pubblico non sono seguiti, non solo quando come accade il più delle volte sono sonnolenti prassi politiche od amministrative, ma anche quelle poche volte in cui si vedono scintille; del resto la prassi della democrazia è così: chi non l’ha rischia la vita per averla e chi ce l’ha rischia di farla annegare in riunioni chilometriche dove migliaia di parole spostano poco o niente, o nella burocrazia o peggio ancora.
Partiremo quindi per un viaggio nella politica, nel politico e nel cittadino, traendo pregi, difetti, scelte, non scelte ed ogni altro argomento, partendo dal titolo di questo primo capitolo: “Quando avevamo cent’anni in meno” (a proposito, ogni capitolo sarà intitolato con la frase di una canzone).
Quanti di voi sono stati nel passato politicamente impegnati ed ogni non lo sono o lo sono in modo molto minore?
Si tratta di una domanda banale e che dietro nasconde storie di vita molto differenti, ma i più ricorderanno qualche delusione avuta nei confronti di un partito o di un determinato politico, sia per esperienze personali dirette che indirette; è vero però che non è così per tutti, c’è chi si allontana dalla politica per problemi diversi, magari familiari oppure di lavoro, ma in quest’ultimo caso non si tratta che di un apparentemente allontanamento, perché se viene a mancare l’impegno rimane sempre la passione di parte.
Comunque quando pensiamo ai vent’anni (naturalmente per chi non li ha più), abbiamo davanti spesso un’immagine di candore ideologico, onestà e passione sfegatata, oppure di profondo cinismo, pessimismo e disinteresse? Credo che molti a quell’età abbiano pensato di poter cambiare il mondo, non solo politicamente, ma che ne so, sportivamente, lavorativamente, nell’ambito familiare, ma… dopo cos’è successo?
Questo ragionamento sta alla base di un semplice dato logico, che tutti nella vita si pongono degli obbiettivi (anche quelli che vogliono dormine fino a mezzogiorno se ne pongono uno, cioè quello di dormire fino a mezzogiorno), e quando questi sono obbiettivi politici possono cominciare una serie di guai, quando poi chi se li pone è determinato questi sono assicurati, non per la loro serietà o meno, non per l’onestà della persona ma per l’inevitabile scontro che si profila all’orizzonte; Woody Allen ha scritto “Non vorrei fare parte di un club al quale aderiscano persone come me”, e questa massima si concilia molto con certe situazioni di partiti, coalizioni o liste civiche.
Quindi l’attività politica negli anni individua le personalità che piano piano costruiscono il loro successo (potrà sembrare sgradito ma è così), spesso non grazie a meriti particolari o migliori attitudini professionali o migliori conoscenze, ma grazie alla loro caparbietà.
Uscendo il meglio possibile da scontri e confronti non solo con gli avversari politici, ma con gli stessi alleati, il politico costruisce la sua storia o, detta in termini brutali, la sua carriera, e gli strumenti utilizzati purtroppo non sono sempre leali, anzi…
Con l'intenzione di analizzare e sezionare (naturalmente solo in senso intellettuale) il politico medio, già dal prossimo capitolo entreremo nel primo argomento scottante e particolarmente interessante: l’onestà.
Per onestà non intendiamo solo quella che ha riguardato ad esempio il caso “mani pulite”, ma anche dell’onestà intellettuale, dei compromessi e delle mediazioni che un politico deve affrontare, e cominceremo a distinguere la categorie in tre fasce ideali: l’idealista, il pragmatico, l’opportunista.
Ah... dimentivavo un paio di particolari per chi non lo sapesse: primo occorre tenere conto che non siamo nè in un film o telefilm, nè in un discorso tipico da Presidente USA, qui non esiste una linea ben distinta tra il bene e il male, ma mettiamola così, personaggi come Anakin Skywalker in Guerre oppure Zelig (sia per quanto riguarda il cabaret che per il film di Woody Allen), dipende se di volta in volta la mettiamo sul drammatico o sulla farsa; secondo tenete conto che anch'io ho a che fare con la politica, e la mia imparzialità non è ne garantita ne scontata.
sab 09 aprile 2005 - Autore : gamba
Fabrizio De Andrè ci ha lasciato qualche anno fa troppo presto, ma noi non ci sentiamo orfani perchè con la sua opera è sempre tra noi, ed e per questo che il Reggio Film Festival dedica una serie di iniziative tra Aprile e Maggio al suo mondo.
Il Cinema Eden di Puianello ha aderito al festival e lunedì 11 Aprile prevede un incontro chiamato GLI OCCHI DELLA MEMORIA, viaggio intorno ad altre culture insieme a Fabrizio De Andrè, con una riflessione sulla situazione dei Rom a Reggio accompagnata da un introduzione musicale ed inserti video; seguirà lunedì 18 Aprile UN AMLETO IN PIU', lungometraggio di Enzo Campi inedito dove i servi di palazzo di Amleto, dopo la sua morte e quella degli altri nobili, si divertono a rievocare verità taciute e bugie ostentate scimiottando i loro defunti padroni.
Lunedì 2 Maggio NELL'ANNO 2002 DI NOSTRA VITA, documentario su Francesco Guccini introdotto musicalmente, e lunedì 9 Maggio MEMORIE DA SPOON RIVER, serata multimediale; gran finale lunedì 16 Maggio con IL MEGLIO DEL REGGIO FILM FESTIVAL.
Ora domanderete, ma quanto ci costa? E io vi risponderò NIENTE, l'ingresso è libero e tutte le serate saranno accompagnate da un rinfresco.

Che volete che vi dica, approfittatene.

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