| Non sarà l'acqua calda,ma poco ci cala. Che i Consigli Comunali siano faccenda per pochi intimi è un ricordo che si tramanda su per giù da una generazione. Robetta non di ieri. Difficile ricordare sedute in cui la formazione al di là del tavolone (consiglieri) fosse meno numerosa di quella al di qua. Senz'altro più semplice ricordare le facce di tutti quelli seduti in platea in questi anni, con un media che oscilla tra una squadra di basket rimaneggiata e un fan del videopoker. La ricerca di un "perchè" a questa scarsa (quasi nulla) partecipazione porterebbe via perlomeno due settimane, impegnate in dotte analisi sociologiche sull'italia post-ideologica o in profonde riflessioni sull'individualismo montante dei nostri tempi. Ecco, in tutta verità, risparmiamocele queste due settimane. Non sarebbero un gran divertimento. Il cittadino non è più interessato alla cosa pubblica ? Si rapporta con il Comune solo se c'è di mezzo il suo interesse particolare ? Dell'interesse generale non gliene può fregare di meno ? Può essere, ma anche no. I tempi cambiano (e, per inciso, non ci sono più le mezze stagioni) e possono cambiare anche gli strumenti e le pratiche della partecipazione alla vita civile e comunitaria. Capirlo è forse (leggasi forse) anche un dovere dell'amministratore e del consigliere che sì, è vero, c'ha già il suo bel da fare, ma che in fondo si dovrebbe preoccupare un poco del fatto che i suoi concittadini gl'han dato la palla per poi lasciarlo solo soletto là in fondo al campo. Anche per questo c'è un po' di stupore (e di striscio un po' di giramento de' cojones) nel sentire certe reprimende private nei confronti del consigliere Paolo Francia per il solo fatto di scrivere qualche sua personale idea qua dentro (idee cappero, micca vangelo, tanto più che il suo rapporto michiate-fratto-parole quasi quasi si avvicina al mio). C'è un po' di stupore, associato al giramento sopraindicato, nel dover ascoltare per vie traverse lamentazioni et similari su come vengono gestite queste quattro benedette paginette. Altro che Paolo, che bellino sarebbe se tutti i consiglieri comunali si mettessero lì a scrivere due cosette, a dare qualche opinione, a dire la loro, a chiedere aiuto,ad esporsi alla gogna dei commenti. Ogni tanto, micca sempre. Qui le porte come sapete sono aperte, praticamente spalancate. Ah, tutto questo per dire poi che io in consiglio comunale venerdì micca c'ero. Sorry guys, friday night fever. PS: Quindi se qualcuno ce lo racconta questo consiglio... (anche più d'uno eh). |
| Questo redazionale mi ha fatto venire in mente qualcosa che avevo letto l'ho cercato e trovato: "Non vi può essere vera democrazia a meno che i cittadini di un paese comprendano che essi sono i sovrani e i protagonisti principali, agendo di conseguenza con saggezza e responsabilità. La democrazia non adempirà la sua missione a meno che gli individui si alzino con maggiore informazione e coinvolgimento e, uniti, lottino in favore della giustizia, controllando le attività dei potenti." D. Ikeda Mi sembra che il contenuto di questo brano si addica a questo momento di parziale abbandono da parte della cittadinanza alla "Cosa Pubblica". Vorrei altresì ricordare che: Il consiglio comunale è aperto al pubblico per assistervi e non per parteciparvi ed è gratis.... (sempre meglio di qualche reality-show in tv, ma decisamente meno pubblicizzato) |
| Jo ha ragione, ma purtroppo un consiglio comunale può essere tranquillamente "lobotomizzato"; non è difficile assistere a scene di appiattimento colossale dei dibattiti, e questo non è positivo, nè per chi discute nè per il pubblico. A Quattro Castella, dopo qualche periodo sonnolento, alcuni consiglieri hanno adottato strategie alternative che hanno dato la sveglia a Sindaco, Assessori e maggioranza. Come? Se volete saperlo facciamo così, leggete l'articolo che uscirà lunedì 18 nel blog Sala Macchine. |

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