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Ospitare in un Comune i migranti conviene ?
Autore : redazione - ven 21 luglio 2017 - Sociale
richiedenti asilo vezzano
Le notizie di cronaca riportano spesso episodi di ostilità, nelle comunità locali, nei confronti dei richiedenti asilo e dei rifugiati destinati ad essere ospitati nei singoli territori. E' successo anche in provincia di Reggio. I casi più recenti: Villa Bagno, Marola, Fogliano.

Le motivazioni di chi si oppone sono varie: dai rischi per la sicurezza personale a quelli economici, dalla perdita di valore delle proprietà al fatto che è meglio spendere quei soldi per gli italiani.

Ma ospitare rifugiati e richiedenti asilo è davvero così poco conveniente per un Comune ?

Forse no.

I fondi per l'accoglienza vengono dallo Stato e in parte minore dall'Unione Europea. Sono quindi soldi che arrivano sul territorio "da fuori", proprio come quelli che tutti i Comuni rincorrono partecipando ai moltissimi bandi regionali, nazionali ed europei nei diversi campi.

In una logica del cittadino come contribuente nazionale le spese per gestire l'accoglienza dei migranti così come ad esempio il programma "6.000 campanili" sono un costo, ma se sei un cittadino del territorio dove arrivano i fondi rappresentano invece un vantaggio, se non diretto, almeno indiretto.

L'Italia ha speso l'anno scorso 3,6 miliardi di euro per il salvataggio e l'accoglienza dei migranti. Quest'anno, secondo le previsioni, ne spenderà circa 4,5. In termini percentuali è lo 0,7% del totale delle spese correnti di un anno. In sostanza su 100 euro che lo stato spende, 80 centesimi vanno al capitolo profughi.

E' spesa pubblica che in gran parte non avremmo potuto fare per i vincoli di bilancio europei, ma che è stata autorizzata viste le condizioni straordinarie. Se li volevamo spendere, li potevamo spendere solo così.

Ed è spesa pubblica che, se gestita con efficienza e trasparenza, alimenta l'economia dei territori che ospitano i migranti.

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Infatti dei noti 34 euro al giorno per le tasche del richiedente asilo non passa o rimane praticamente nulla. Tutto viene investito in spese di personale, affitti e vitto, che con qualche accorgimento (ad esempio buoni spesa e pasto da poter spendere solo sugli esercizi commerciali del Comune) può alimentare un poco l'economia locale e l'occupazione.

In più i richiedenti asilo, che non possono lavorare, possono però svolgere lavori di utilità sociale per la collettività.

E a Vezzano ?

A Vezzano, da un anno e mezzo, sono ospitati 15 richiedenti asilo, divisi tra il capoluogo e La Vecchia.

Sono in attesa della risposta finale alla loro richiesta di protezione internazionale, risposta che ha tempi, come dire, molto italiani.

Non si sono registrati mai problemi e alcuni di loro hanno partecipato alle attività di volontariato sul territorio.

Non hanno ancora svolto lavori di pubblica utilità per il Comune perché, come riferito in consiglio comunale dall'assessore al welfare, ci sono ancora impedimenti burocratici da superare.

Occupazione, consumi, affitti, lavori di utilità sociale.

Da un punto di vista della razionalità economica ospitare profughi in maniera efficiente e trasparente pare essere indubbiamente un vantaggio per un territorio.

Aiutarli a casa nostra ci conviene di più che aiutarli a casa loro ?


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Commenti
MJN459 scrive :
Parto con il dire che trovo l'analisi a tratti anche giusta, però il tono da propoganda politica è un po' dissonante forse con il senso vero che si vuole dare.

Sicuramente chi recentemente ha detto "Aiutiamoli a casa loro" è il primo che avrebbe dovuto tenere la bocca chiusa visto che tra vendita di armi, aiuti alla forze internazionali e in generale base da appoggio per le azioni militari, siamo parte del problema a casa loro.

Da un punto di vista della razionalità economica invece mi sento di dissentire un tantino, o più precisamente se si pensa al singolo cittadino. Se dei famosi 34 euro al comune non rimane nulla il cittadino di grandi guadagni non ne ha. Gli esercenti invece potrebbero guadagnarci, ammesso che questi accorgimenti vengano presi veramente, ma gli esercenti potrebbero non risiedere nel comune. Tralasciando il caso specifico di Vezzano, che potrebbe essere virtuoso, i "grandi assemblamenti" di rifugiati potrebbero (e sottolineo il condizionale)portare degrado ed abbassare la valutazione degli immobili, che di contro arrecherebbere un danno al singolo cittadino.
ven 21 luglio 2017 - 11.39
Rudy scrive :
Se almeno tagliassero l' erba davanti a dove risiedono...e perché gli altri comuni come leggiamo sui giornali riescono tramite le associazioni (vedi auser) a fargli fare lavori socialmente utili a Vezzano non si riesce??
ven 21 luglio 2017 - 18.28
paolo scrive :
Se a un comune convenisse ospitare i migranti,tutti i comuni italiani sarebbero ricchi,anzi ricchissimi.Risulta invece che ad arricchirsi siano le ONG e le cooperative che li gestiscono. Certo che ospitare povera gente che scappa dalla miseria,e farne vivere buona parte per strada a disposizione della criminalita´organizzata,non mi pare una cosa molto intelligente.Ma noi ne abbiamo bisogno ; ne hanno bisogno al sud per raccogliere frutta e verdura a 1 euro all ´ora.Ne hanno bisogno al centro e al nord per metterli in fabbrica o in un cantiere a 2 euro all ´ora e in nero.E ricordatevi "che con i migranti si guadagna di piu´che con la droga"(cit.di un delinquente che se va bene fara´3 anni di galera).Qualcuno mi dica come e´possibile fare entrare un milione di persone ogni anno in un paese al collasso come il nostro. E´una lotta tra disperati,che pero´a qualcuno evidentemente conviene. PS. per evitare i soliti commenti delle "anime belle",vi dico che farei lo stesso discorso se volessero entrare in Italia un milione di canadesi o di svizzeri.
ven 21 luglio 2017 - 20.53
redazione scrive :
Ciao Paolo, nel 2016, anno record per gli sbarchi, sono arrivati in Italia 181.000 persone, non un milione. Al 40% di questi è stato riconosciuto il diritto ad una protezione internazionale.
sab 22 luglio 2017 - 08.32
paolo scrive :
Hai preso i dati da fonti governative ? Perche´lo sai,vero che da un po´di tempo a questa parte,pinocchio,ha le redini del comando ? A parte la battuta,il concetto comunque non cambia ; gli altri paesi europei non fanno piu´entrare nessuno,e quindi vengono tutti qua. Non credo che l ´europa se ne freghi,piuttosto credo,che,come citato da alcune fonti di informazione ci sia deitro un patto scellerato.Le persone in difficolta´vanno aiutate,non gettate in strada.E poi se proprio dobbiamo aiutare qualcuno,vi ricordo che ci sono 5 milioni di italiani in condizione di poverta´assoluta,o quasi.
sab 22 luglio 2017 - 20.12
redazione scrive :
Le fonti dei numeri sono quelle del Ministero dell'Interno che le raccoglie giorno per giorno da anni con diversi governi. Sono piuttosto efficienti in questo. Numeri che trovano poi riscontro nelle pratiche di richieste d'asilo.

Bisogna anche sfatare il mito, non riscontrato dai numeri, che gli altri paesi europei abbiamo chiuso le frontiere: nei primi 4 mesi del 2017 il Paese con le persone che per la prima volta hanno fatto domanda d'asilo è la Germania (49.000) poi l'Italia con 37.000, poi la Francia 22.000 e la Grecia 16.500.

Il sistema d'accoglienza, bene o male che se ne pensi, dovrebbe servire proprio per accogliere le persone dignitosamente e non lasciarle per strada.

Per quanto riguarda "l'aiutare gli italiani", l'articolo mostra come la totalità dei 34 euro vanno a finire agli italiani sotto forma di stipendi, consumi, affitti. Ai richiedenti asilo va il beneficio di vitto e alloggio gratuito per i mesi di attesa della domanda (in media 20, che sono in troppi).
dom 23 luglio 2017 - 08.34
paolo scrive :
La totalita´dei 34 euro vanno a finire in tasca a chi e´intrallazzato con chi concede i permessi per gestire queste povere persone. Quindi vanno in tasca a gente ricca e il piu´delle volte disonesta. Non vedo come i poveri italiani possano beneficiare dei 34 euro spesi giornalmente per ogni immigrato.
mar 25 luglio 2017 - 11.51
redazione scrive :
Tutta la spesa pubblica dovrebbe essere gestita con trasparenza ed efficienza. Se qualcuno corrompe o truffa sulla costruzione di un ponte, non per quello smettiamo di costruire ponti.
mar 25 luglio 2017 - 16.51
Paolo Ferrarini scrive :
Se non serve, il ponte non si costruisce.

Purtroppo da 50 anni si continua a costruire di tutto senza che sia necessario, a costi naturalmente gonfiati, di modo che si spossa spartire il bottino con la magistratura complice e i legislatori che si fanno le leggi ad personam (PD - PDL) Esempi molto lampanti. Se poi qualcuno pensa ancora che questo non succeda, allora alzo le mani, comunque fiero di aver lasciato il mio "Non tanto amato" paese, e lo consiglio a tutti, andate dove volete ma lasciate l' Italia, manco il clima oramai ci è rimasto.....
mar 25 luglio 2017 - 19.16
HZY311 scrive :
"Per quanto riguarda "l'aiutare gli italiani", l'articolo mostra come la totalità dei 34 euro vanno a finire agli italiani sotto forma di stipendi, consumi, affitti. Ai richiedenti asilo va il beneficio di vitto e alloggio gratuito per i mesi di attesa della domanda (in media 20, che sono in troppi)."

L'articolo mostra mi sembra un po' eccessivo, al limite l'articolo ipotizza, in modo ottimistico che sfocia quasi nell'irrealistico, ma visto che non c'è un traccia di contabilità in partita doppia che mostri che a fronte di 34 euro ricevuti 15 siano stati spesi per il tale affitto, 15 per i buoni pasto di determinati esercizi e 4 per quello che volete, il mostra lo lascerei perdere, così come la questione stipendi, dubito che qualsiasi esercente abbia assunto qualcuno in più per questo.

Rimangono ipotesi, senza tener conto della possibile diminuzione del valore delle proprietà se si dovessero creare delle aree di concentrazione.

Se vogliamo dire che questa sia una cosa "da fare" e che dobbiamo dobbiamo digerirla da un punto di vista legale e che dovremmo accetterla da un punto di vista morale, diciamolo pure, la propaganda politica lasciamola ai bombaroli toscani o ai populisti.
lun 31 luglio 2017 - 10.16
redazione scrive :
I dati sono contenuti nel "Rapporto sull’accoglienza di migranti e rifugiati in Italia" del Ministero dell'Interno (c'è uno screenshot all'interno dell'articolo).

Dati che trovano conferma nei bilanci degli enti ed associazioni che si occupano di questo tema.
lun 31 luglio 2017 - 12.40
GIZ827 scrive :
Mi scusi redazione, non per rompere le scatole, ma la relazione è di una fondazione su dati forniti dal Ministero dell'Interno, che hanno più o meno la valenza delle indagini statistiche delle associazioni di categoria che chiedono i dati alle aziende. Sarebbe come entrare in un ristorante e chidere se fanno buona la pizza, sfido qualcuno a trovare un gestore che gli dica che fa schifo.

Per trovare conferma bisognerebbe vedere i mastrini, non basta scriverlo.

Visto così lo screenshot dice poco, la differenza tra spesa e guadagno sarebbero 12.000 euro, a favore della spesa, e anche se fosse una perdita di soli 12k euro, sarebbe da dimostrare che tutti i soldi spesi non si riferiscano in realtà ad assorbimento di costi già esistenti e prima destinati ad altre funzioni.
lun 31 luglio 2017 - 14.14
paolo scrive :
Oggi,dalla guardia costiera italiana,e´stata fermata una nave di una ONG tedesca: i dipendenti di questa ONG, trasbordavano migranti scortati da trafficanti libici.Cioe´,li prendono dai barconi dei trafficanti di schiavi e li portano in Italia.
Questo non si chiama "salvataggio di poveri esseri umani in mare".Questa si chiama "tratta degli schiavi". Siccome e´una cosa nota a tutti da tempo,ma di che cosa stiamo parlando ?
mer 02 agosto 2017 - 21.10
redazione scrive :
L'indagine in corso, ripetiamo insieme l'indagine in corso, riguarda una sola nave di una piccola ong tedesca. Secondo le stesse notizie di stampa gli inquirenti escludono che i contatti tra trafficanti e i membri dell'equipaggio avessero fini di lucro da parte dell'ong, spinta invece da motivi umanitari ed ideologici. Il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina è lo stesso che negli anni duemila è stato contestato ai pescherecci italiani che raccoglievano in mare i poveracci sulle carrette del mare. Proprio per quello ad un certo punto i pescherecci non li accoglievano più a bordo.

Detto questo (con l'articolo sopra c'entra poco) la criminalizzazione delle Ong è uno dei frutti avvelenati di una campagna politico-mediatica da destra a sinistra, passando dal Movimento 5 Stelle, di cui tra qualche anno spero ci vergogneremo profondamente.
gio 03 agosto 2017 - 08.29
ZSW778 scrive :
"Detto questo (con l'articolo sopra c'entra poco) la criminalizzazione delle Ong è uno dei frutti avvelenati di una campagna politico-mediatica da destra a sinistra, passando dal Movimento 5 Stelle, di cui tra qualche anno spero ci vergogneremo profondamente.". Concordo pienamente, anche se escludere completamente a priori che succeda è da ipocriti ed è a suo modo "una campagna politico-mediatica" alla stessa maniera.

Ormai proverbio di uso comune cita "a pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina".

Non bisogna colpevolizzare a priori ma neanche vivere col paraocchi per comodo.
gio 03 agosto 2017 - 09.18


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