| L'assessore Fontanili sostiene di stare sul sicuro e di poter affermare che la pista di elisoccorso a Casoletta verrà realizzata entro la fine del 2005. La questione è stata dibattuta anche in consiglio comunale e oggetto di una interrogazione. A quanto si è appreso il progetto esecutivo sarà pronto entro fine 2004. Lo spazio è quello individuato da anni vicino all'isola ecologica di Casoletta. Per finanziare l'opera è anche stato devoluto l'incasso della partita tra Dinamo Rock e Polizia Municipale tenutasi in occasione della Fiera di S.Martino. Nel dibattito è intervenuto il consigliere di Rifondazione Formentini che parlando anche come volontario del soccorso ha sottolineato che 'va bene la pista ma non quando l'elisoccorso interviene cerca di essere più vicino possibile al punto dell'incidente'. Questa affermazione conferma le perplessità di alcuni operatori del settore che ribadiscono come gli interventi con l'elicottero prevedono un atterraggio prossimo al paziente/i e che nei casi di soccorso in luoghi impervi è norma far intervenire mezzi ad hoc come gli elicotteri del soccorso alpino dotati di verricello. |
| E' 10 anni che sono volontario in C.R.I. a Casina, facendo due conti credo di avere fatto 10/11 interventi con l'elisoccorso, non mi e' mai capitato una volta di spostarmi dal luogo dell'incidente/evento con l'ambulanza, tutte le volte l'elisoccorso e' arrivato sul posto e non si e' mai parlato di punti di incontro !! Anche tecnicamente questo non e' possibile nella maggior parte degli eventi, quando interviene l'elisoccorso le condizioni dei pazienti sono gravi e la possibilita' di spostamenti e' impossibile o quasi (sopratutto per gli incidenti,dove ci sono persone incastrate o in condizioni dove le procedure di estrazione richiedono tempo e aiuto di medici),credo che ci si deva pensare attentamente a questa soluzione, credo che venga inutilizzata al 95 %, anche perche' le nostre zone solo abbastana lontane, e gli spostamenti non vengono effettuati mai, l'internvento e' diretta sul posto. Riccardo |
| Condivido in pieno l' analisi precedente,(Anch'io sono volontario CRI da tanti anni). Chi ha pensato la pista di elisoccorso si è per caso confrontato con gli addetti ai lavori? |
| Scusate ma..... state dicendo che l'Amministrazione sta adoperandosi in raccolta fondi ed investimenti di denaro per una pista ..... inutile ???????? |
| Praticamente SI'. |
| Esatto, non servira' praticamente a niente, l'elisoccorso non la utilizzera mai (o quasi), poi vedano loro. Sicuramente non hanno interpellato nessun comitato di soccorso, che credo avrebbe spiegato che l'utilizzo sarebbe quasi nullo. Riccardo |
| Ma, se come detto da molti è inutile, non sarebbe meglio investire questi fondi per qualcosa che serve veramente in caso di soccorso, e visto che nel dibattito sono intervenuti diversi volontari della Croce Rossa, cosa si potrebbe fare? |
| Certo: investire sulla sicurezza stradale. Ad esempio installare nel centro di Vezzano sistemi per impedire le alte velocità (segnalatori luminosi, rallentatori, ecc.); sistemazione dei muretti a bordo SS63; segnalatore dell'incrocio SS63-SProv. per Pecorile; ecc., ecc.). Insomma tutta una serie di investimenti che non soddisfino le smanie di qualche bontempone ma che aumentino un pochetino realmente la sicurezza di chi circola a piedi, in bici ed anche in auto. |
| Ho letto tutti i commenti alla pista. Bene mi fa piacere sapere le vostre opinioni... Sono un volontario della protezione civile, da dove è partita l'idea della pista fin dal '97....(periodo che l'elicottero atterrava in pineta 2 o 3 volte la settimana per incidente) E' vero non ci siamo consultati con nessuno della CRI o ANPAS, però abbiamo fatto di meglio... Ci siamo rapportati direttamente con il 118 di Reggio Emilia prima e con i (nel frattempo ne sono cambiati due) referenti di HA (per chi non lo conosce Hotel Alfa è il nome in codice dell'Eliambulanza di Parma) poi, avendo ben due sopralluoghi al suolo da parte di GEDA (ente che cura le piste di atterraggio per conto del 118) ed una aerea da parte del Comandante dell'Elisoccorso, i quali hanno TUTTI espresso parere POSITIVO e FAVOREVOLE alla realizzazione della pista da voi e da moltri altri tanto contestata! Aggiungo che la pista può/potrà essere usata anche per eventuali randevù (se siscrive così)con automedica, ricordiamoci INOLTRE che a Vezzano c'è la pineta e qualche altro boschetto verso Monte Duro che può/potrà essere interessato dal fuoco, in questo caso la tanto contestata pista potrà essere usata da elicotteri antincendio.... Aggiungo ulteriormente che noi volontari della protezione civile, fin dall'inizio ci siamo resi disponibili a lavorare (al fine di risparmiare) per la realizzazione della pista, mettendo a disposizione tutti i mezzi di cui siamo in possesso..Cosa ne dite ora? Aggiungo al commento sulla sicurezza stradale, sulle strade ad alto scorrimento come la SS63, per legge non si possono mettere dossi dissuasori di velocità... Basterebbe un sistematico, massiccio ed assiduo controllo da parte dalle forze preposte di cui all'art. 12 del Codice della Strada (Polizia Stradale,Carabinieri Polizia Municipale ecc...). Grazie per l'attenzione. |
| Da diversi anni mi occupo di elisoccorso e vorrei inserirmi nei commenti all'attuazione della pista per elisoccorso. Premetto che la realizzazione dell'impianto non risulterà sgradita agli operatori del settore, un po' come un parcheggio riservato non è sgradito a nessuno, altra cosa è la valutazione dell'utilità della stessa sita in ambito non urbanizzato! I colleghi della base interpellata e di GEDA hanno dato senza dubbio congrue valutazioni d'idoneità del sito, ma non non si sono certamente sbilanciati su valutazioni di opportunità. Mi spiego meglio, in ambito non antropizzato, ovvero privo di abitazioni, basta un prato segato privo di ostacoli e spesso lo si trova molto vicino al luogo dell'intervento, come fatto notare dagli addetti ai lavori. Potremmo disquisire ore sul sistema di elisoccoro nell'area vezzanese, infatti per nostra sfortuna/fortuna ci troviamo al margine di quella che in gergo viene definita no fly zone ovvero a 20 minuti di ambulanza dall'ospedale di 2° livello. Da ciò deriva che gli interventi dell'elicottero sono limitati e mirati all'area oltre la Vecchia o Pecorile ed in caso di necessaria centralizzazione su trauma center (Parma). Inoltre da 5 anni in Emilia Romagna esiste una base dotata di verricello e l'intertvento in zona non atterrabile è garantito con tecniche di hovering, etc. Forse sarebbe più indicata l'identificazione di più di una area, nelle vallate del comune, utile all'atterraggio, senza ostacoli al suolo e cavi, realizzabile e manutenibile con una volgare motosega e qualche divieto, altra cosa è una piazzola, per i costi e per le normative. Gli amministratori interessati potranno trovare preziosi esempi in cui le aree di atterraggio sono cartografate e fotografate e codificate, con buona pace di tutti e da anni utilizzate per scopi di soccorso e protezione civile con aeromobili dello stato. In altre parole, ben venga una piazzola, ma proprio se ci avanzano i soldi.... e non vi avvilite se sarà poco utilizzata.... |
| Continuo ad avere dubbi in proposito. Pare che tutti abbiano ragione, ognuno a modo suo. L'impressione che ho ora è la solita. Che le amministrazioni pubbliche arrivino sempre con molto ritardo. Magari dal 1997 ad oggi qualcosa è cambiato, forse ora gli elicotteri sono in grado di atterrare in luoghi diversi e con più facilità di sette anni fa. Mah! resto coi miei dubbi. |

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