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Siamo 13 in meno
Autore : redazione - gio 15 giugno 2017 - Sociale
nati a vezzano
Cala la popolazione a Vezzano e cala non solo per il saldo naturale negativo (nati meno morti) ma anche perché qualcuno se ne va e meno arrivano.

Tutto sommato però il bilancio è quasi in pari.

Al 1 gennaio 2016 eravamo 4.259, mentre al 1 gennaio 2017 siamo scesi a 4.246. Tredici iscritti in meno all'anagrafe vezzanese: lo 0,3% in un anno.

Le donne aumentano il divario con gli uomini e passano a quota + 110.

Le nuove nascite si fermano a 33 nel 2016 (erano 42 l'anno prima), contro i 40 decessi.

Da altri comuni sono arrivate 123 persone, ma sono emigrati in altre comunità in 130.

I nuclei famigliari sono 1.809 e quindi in media ci sono 2,34 persone a famiglia, un dato perfettamente in linea con il territorio provinciale.

Una fase demografica interlocutoria dopo il boom dei primi anni 2000: dal 2001 al 2011 siamo passati da 3.797 abitanti a 4.214 (+11%)
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Commenti
Mauro Bigi scrive :
Sempre interessanti le news dal blog glocal Vezzano Net!
Aggiungo qualche dato.
Nel 2016 abbiamo raggiunto il 23,6% di popolazione over 65 anni, il record dal 1861. Siamo una comunità' che invecchia. E che invecchia come e più degli altri comuni italiani ed anche del nostro territorio Emiliano.
I nostri paesi si svuotano. Del resto se le famiglie con almeno 3 figli, come la mia, sono una rarità, e' chiaro che diminuiamo. E non e' bastata nemmeno l'immigrazione di questi ultimi anni.
Altro che invasione, altro che barbari. Qui se vogliamo tenere aperte le scuole, le fabbriche, le stalle, ma lo Stato stesso, vista la spesa pensionistica, non ci sono molte altre soluzioni. E i soldi non li hanno rubati i nuovi immigrati, ma i tanti italiani che legalmente (baby-pensioni) e illegalmente hanno depredato il nostro stato sociale.
La Legge attuale che regola l'immigrazione non piace nemmeno a me, del resto si chiama Bossi-Fini, perché non rende giustizia ne' agli immigrati, ne' ai nostri cittadini.
Ma qui il problema e' che una soluzione strutturale va trovata, insieme.
gio 15 giugno 2017 - 21.58
VCK141 scrive :
Non chiarissima la "supercazzola" sugli immigrati, probabilmente è una richiesta politica dall'alto verso il basso, anche se di solito si dice "excusatio non petita, accusatio manifesta".

Famiglie come la sua con tre figli (che non risiede se non erro neanche nel comune) sono ormai una rarità, ma in tutta sincerità con la situazione economica attuale e che abbiamo passato, con un mercato del lavoro assolutamente non migliorato (leggetevi a modo i dati istat, tra le altre cose basati su 1 ora di lavoro all'interno della settimana di riferimento), con la disoccupazione giovanile ancora al 30%, con un PIL peggiore della Grecia e della Spagna, si sentirebbe di consigliare di fare tre figli? E come li manteniamo? Oltre 1 milione di Italiani tra i 18 e 34 anni (circa il 10%) vivono sotto la soglia di povertà (circa 5-6 milioni in totale gli Italiani sotto la soglia), se poi andiamo a vedere quelli che non se la passano benissimo ma non così tragicamente il numero diventa spaventoso

In generale le popolazioni sono soggette a contrazioni ed espansioni nel tempo, il problema nostro è che il welfare a livello strutturale non regge e questo sicuramente non incentiva a fare figli, anche perché se poi non accedono al mercato del lavoro non possono aiutare a sostenere la spesa pensionistica.
ven 16 giugno 2017 - 10.37
paolo casotti scrive :
Le famose "risorse" di boldriniana memoria.
ven 16 giugno 2017 - 22.20
Fabio T scrive :
I figli non si sono mai fatti solo se c'era lavoro o benessere, altrimenti ci saremmo già estinti. I figli di fanno se ci sono i valori della famiglia, se si è pronti al sacrificio ed alle rinunce del proprio io assuluto, personalmente ritengo che le nuove generazioni non facciano figli per queste motivazioni e non per la crisi. Purtroppo in Italia dal 2009 tutto accade per colpa della crisi. Proviamo ad andare oltre dico io e proviamo a non politicizzare qualsiasi articolo.
A Vezzano non siamo cresciuti, chiediamoci perché le persone non si trasferiscono più a Vezzano come nel primo decennio del secolo!?
Forse perché i servizi non sono adeguati? C'è stata una politica di crescita? O si respira aria di soppravivenza a dispetto di altre realtà della zona?
Forse varrebbe la pena capire cosa le famiglie sentono il bisogno e cosa si può costruire a Vezzano per le nuove generazioni.
Le polemiche politiche e personali e la crisi lasciamole riposare per una volta!
dom 18 giugno 2017 - 11.14
MMN887 scrive :
Fabio, parte del tuo discorso è condivisible, come il decadimento dei valori della famiglia, però andrebbe affrontato in un'ottica più ampia e completa e lo spazio non basterebbe. Alcune puntualizzazioni però le vorrei fare:
- I figli si facevano anche in condizioni economico sociali non buone, vero, ma erano anche delle "risorse" che entro i 14-15 anni portavano già a casa qualche contributo economico o di manovalanza;
- Al contrario di oggi, percentualmente c'erano molte più famiglie allargate (queste sì che volenti o nolenti davano valori di famiglia) dove 2 stipendi molte volte bastavano per 6+ persone, adesso 2 stipendi forse non bastano per 3 perché i nonni il 50% delle volte non sono in pensione ma devono ancora lavorare e nessuno può tenere i figli mentre entrambi i genitori lavorano. Se vuoi poi possiamo anche entrare in altri discorsi su estinzione e perpetuazione della specie, ma la domanda di fondo è qual'è il fine ultimo della perpetuazione della specie? In natura avviene una selezione per cui i soggetti più forti o più abili o più adattabili o più intelligenti sono quelli che sopravvivono e portano avanti l'eredità genetica, noi siamo praticamente l'unico genere che ha lavorato al contrario. Quale sarebbe quindi il senso di tutto questo? Qual'è la direzione che vogliamo prendere che non sia la distruzione del nostro pianeta? Perché è esattamente quello che stiamo facendo.
- La riproduzione è molto alta o in periodi di floridità economica o in periodi in cui la mortalità è abbastanza alta; praticamente qualsiasi popolazione abbia affrontato un periodo di recessione forte a seguito di uno di floridità, con un mercato del lavoro in contrazioe, non aumenta il tasso di natalità. Dal 1950 circa ogni 20 anni abbiamo avuto una crisi economica, prima del 1950 ben due guerre mondiali. Non penso che si possa paragonare quel secolo con la crisi del 2007, che è molto simili concettualmente a quella del '29 sebbene in ambiti diversi e con modalità differenti;
- Vorresti svincolare tutti i discorsi dalle dinamche politiche e sociali, purtroppo però la famiglia e i valori relativi alla famiglia fanno parte di dinamiche sociali e di dinamiche politiche ed economiche che nel tempo hanno influenzato quelle sociali, negare questo è come negare la struttura intrinseca della società.
- Sicuramente a Vezzano sulla carta sembra meno appetibile di altre realtà, non mi sembra che i servizi siano così scarsi, anzi, le scuole fino al primo grado sono rappresentate, è un comune vivibilissimo e che potrebbe permettere veramente la creazione di nuclei familiari con serenità. Il problema di fondo, sentendo parlare le nuove generazioni è che non è abbastanza vicino a al Centro di Reggio (si deve fare tanta strada per raggiungere amici o per andare a fare gli aperitivi), non è servita da autobus di linea ma da corriere (spero si capisca la differenza), è praticamente montagna (giuro l'ho sentito dire) e non cè molta vita ed è poco "chic". Ti riporto cose che ho sentito, non che penso o che sto ipotizzando, giuste o meno che siano.

Posso sicuramente sbagliarmi, ma in generale la vedo così.
lun 19 giugno 2017 - 09.50


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